Il mondo del caffè nei rapporti tra Italia e Turchia, gli incontri B2B, i workshop su diverse tematiche che riguardano la filiera e la Capo in B Championship, sono alcuni degli appuntamenti della seconda giornata di Triestespresso Expo, l’unica fiera mondiale dedicata all’espresso, giunta all’undicesima edizione, in programma fino al 26 ottobre al Generali Convention Center all’interno del Porto Vecchio, ora Porto Vivo, a Trieste.
L’evento è organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua società in house Aries Scarl, realizzato in collaborazione con l’Associazione Caffè Trieste e con la co-organizzazione e il contributo del Comune di Trieste.
La giornata si è aperta con il convegno “Opportunità dal mondo: il mercato del caffè in Turchia”. Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, ha ricordato “lo storico legame tra Trieste e Turchia, Istanbul in particolare, che riguarda gli imprenditori e il mondo del business ma anche altri settori, come quello della cultura. Abbiamo scelto la Turchia quest’anno come Paese ospite a Triestespresso Expo perché è una grande nazione, prossimo consumatore del caffè espresso”. Enrico Samer, Console Generale Onorario della Repubblica di Turchia per l’Italia nord-orientale, ha sottolineato che “Trieste è porto di ingresso della Turchia da oltre 30 anni, più di metà delle merci che transitano per il porto di Trieste sono provenienti o dirette in Turchia, e ci sono ottime opportunità anche guardando al futuro”. Kadir Eser, Attaché Commerciale del Consolato Generale della Repubblica della Turchia, ha spiegato che “la Turchia, con i suoi 85 milioni di abitanti e una popolazione giovane, continua a crescere. I turchi amano il caffè in generale e amano soprattutto il caffè turco, ma ultimamente, in particolare tra le generazioni più giovani, nel mercato del caffè si preferiscono altri tipi. In questo contesto si inserisce il caffè espresso italiano. Spero quindi che in un futuro prossimo ci sarà un nuovo ruolo nelle relazioni Turchia-Italia proprio nel commercio del caffè”.
La transizione al compostabile aiuta i consumatori:
incontro organizzato dal consorzio Biorepack
Organizzato dal consorzio Biorepack, per evidenziare i vantaggi delle soluzioni compostabili al servizio della bevanda più amata dagli italiani, si è svolto un incontro aperto al pubblico all’interno di Triestespresso Expo. Obiettivo: aumentare la quantità di caffè intercettato nella raccolta differenziata dei rifiuti umidi, facilitare la vita ai consumatori e ridurre al contempo la quantità di scarti organici che finiscono in discarica. Ogni anno, solo in Italia si utilizzano quasi 3 miliardi di capsule. Ma solo il 6% è attualmente contenuto in imballaggi compostabili
“Al di là del modo in cui ci concediamo il piacere del caffè, è fondamentale che gli scarti del prodotto e gli imballaggi utilizzati per contenerli vengano smaltiti nel modo giusto”, ha affermato Carmine Pagnozzi, direttore generale di Biorepack.“In caso contrario, milioni di chili di caffè, invece di essere conferiti tra i rifiuti umidi, rischiano di finire nell’indifferenziato e, da lì, in discarica. E ciò impedisce di inviare agli impianti di trattamento grandi quantità di scarti organici da trasformare in prezioso compost, con il quale riportare sostanza organica e fertilità ai nostri terreni agricoli. È quindi importante sostenere gli sforzi in senso circolare delle aziende del comparto”.